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Aprile 9, 2021
N ella derelitta immensità madida, insonne, dell'universo, i gemiti si davano alla fuga - Boris Pasternak -

Il nome di Boris Pasternak ( 1890 – 1960) è associato in maniera indissolubile a quel magnifico capolavoro che non si smetterà mai di decantare: Il dottor Živago, una pietra miliare nella letteratura di tutti i tempi, pubblicato da Feltrinelli nel 1957, unico romanzo dello scrittore russo che gli valse il nobel per la letteratura nel 1958 e che non ritirò mai. Romanzo proibito in Unione Sovietica, per vicende ormai note e che inizialmente verrà distribuito lontano dalla patria dello scrittore.

Oggi vorrei parlare di un altro Pasternak, meno conosciuto forse, ma incredibilmente determinante per la formazione dell’altro Pasternak, capace di vincere il premio nobel con un’unica opera di cui, per attestarne il successo planetario, è sufficiente ricordare che ha avuto la bellezza di trentuno (31) edizioni in un solo anno. Una cosa inimmaginabile ai giorni nostri. Insomma del Dottor Živago si è scritto e detto tanto, anche se non è mai abbastanza per la magnificenza di questa opera letteraria, che ha avuto davvero pochi eguali.

Ci terrei a far emergere un lato di Pasternak che magari si conosce meno, o forse si sottovaluta: quello del poeta, perché Boris Pasternak, oltre che un grandissimo scrittore, è stato anche un sublime poeta. E forse senza il poeta non ci sarebbe mai potuto essere lo scrittore. Già, perché Pasternak è stato poeta prima che scrittore ed è da poeta che ha potuto scrivere un’opera di tale splendore. È stato in grado di condurre il lettore dentro il suo romanzo con la poesia, una grande poesia, che ritroviamo nell’intero romanzo e che ne scandisce quasi il tempo e il ritmo.

Questo vuol dire abbracciare il firmamento

cingere tra le braccia Eracle immenso

vuol dire pure per secoli interi

dissipare le notti per un trillo di capinere

Per Pasternak l’uomo è un microcosmo in cui si rispecchia il macrocosmo. Aveva osservato Italo Calvino: “tra il Pasternak poeta lirico e il narratore del Dottor Živago c’è una stretta unità del nucleo mitico fondamentale: il muoversi della natura che contiene e informa di sé ogni altro avvenimento, atto o sentimento umano”. In effetti la connessione è evidente tra poeta e romanziere con la natura sullo sfondo che opera incessantemente. Il capolavoro di Pasternak è intriso di poesia e non poteva essere altrimenti, ma c’è un altro aspetto che passa spesso inosservato e cioè la componente filosofica presente tanto nel romanzo quanto nella poesia.

Pasternak ha sempre nutrito grande interesse per la filosofia. Nel 1912 studia filosofia nell’università di Marburgo, dove insegna in quel tempo il famoso filosofo Hermann Cohen, che aveva apprezzato non poco le doti e le qualità del giovane Pasternak, auspicando per lui una carriera filosofica di primo livello. Ma Pasternak, contrariamente alle aspettative, abbandona la filosofia e torna in Russia. È importante sottolineare che lo scrittore russo abbandona la filosofia solo da un punto di vista accademico, perché tutta la sua opera letteraria e poetica è piena di filosofia ed è piena di meditazioni e di riflessioni filosofiche: aforismi acuti e sorprendenti e persino veri e propri concetti filosofici.

Non so se sia stato svelato l’enigma dell’aldilà,

ma la vita, come il silenzio autunnale, è fitta di dettagli

Inoltre alcune delle sue poesie ambiscono a dare una certa “definizione” di concetti profondi che da sempre hanno affascinato l’uomo. Una definizione lontana però da contenuti semantici, ma totalmente inserita nella dimensione poetico-filosofica. Sono le poesie Definizione dell’anima, Definizione della creazione e Definizione della poesia. Di quest’ultima riporto gli ultimi versi:

…più piatta di una tavola è l’afa

il firmamento è travolto dall’ontano

toccherebbe alle stelle esplodere in risate

ma l’universo è un luogo spento

Oltre al grande contenuto filosofico nelle sue poesie, Pasternak, come detto, celebra la natura, che non è né  la cornice alle azioni degli uomini, né uno dei suoi ingredienti. Essa ne è l’essenza ed emerge con grande impeto, pronta a sradicare ogni certezza e a celebrare la sua sontuosità. Una natura possente, che vive e si espande, che scandisce i tempi e le evoluzioni.

…e dire che non è il corsiere

né il folle mormorio dei monti,

ma sono queste rose al tuo fianco

a turbinare con furia

Al di là di tutte le cose, che vanno dalla guerra, alla rivoluzione, dal potere, al rimorso, c’è la vita, nella sua magnificenza e unicità, intrisa di bellezza, dispensatrice di dolore. Poi c’è l’amore, quell’insondabile mistero dell’animo, quel sentimento unico e travolgente. La poesia resiste a ogni tempo, fonda ogni coscienza, perché in lei si erge il primordiale sussurro degli esseri umani, il sentire comune che unisce tutti, dove strazio e bellezza non si distinguono.

Così su di noi, sulle vesti d’indiana, scrosciano le nubi

Pasternak è il poeta che afferma la vita, che dice sì allo sconosciuto, che sonda le anime inesplorate e che precipita nel futuro. Un grandissimo poeta che è riuscito in un’impresa che ha avuto altri pochi esempi nella storia: aver utilizzato la sua grande poesia a supporto o a fondamento di uno dei più grandi romanzi della letteratura europea. Con uno stile unico e una tensione emotiva esemplare. Dietro il grande romanziere c’è il poeta, colui che ha conosciuto e scoperto più di tutti. Il poeta, vero scrutatore degli abissi, l’unico a sobbarcarsi il peso insostenibile della vita, per poi trasformarla in un capolavoro.

Come un ghiaccio montano,

infuria il catino,

e versa i frammenti di una canzone,

il tepore di una guancia segnata dal sonno

e la fonte nel vetro ardente come ghiaccio

 

Le poesie di Boris Pasternak sono pubblicate per fortuna da diversi editori. Le edizioni di Feltrinelli, Einaudi e Newton Compton sono tutte ottime. Interessante anche la raccolta 33 poesie fatta da Mondadori. Da me sono state approfondite meglio le edizioni di Einaudi e Mondadori. A Feltrinelli va anche il merito di aver pubblicato la raccolta poetica Autobiografia: concepita da Pasternak come introduzione a una nuova raccolta di poesie inedite e disperse, assolutamente da non perdere per gli amanti del grande poeta russo.


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