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S ette brevi stupende lezioni che ci guidano alla scoperta dell'universo, del mondo e di noi stessi. Carlo Rovelli - Sette brevi lezioni di fisica

Le “sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli sono una bellissima guida introduttiva, esaustiva e appassionante, sul mondo della fisica; un nuovo modo di comprendere noi stessi, il mondo e l’universo.

 

Che posto abbiamo noi , esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? […] noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi?

Questi sopracitati, sono solo alcuni degli interrogativi che Carlo Rovelli si pone nell’ultimo capitolo del suo bellissimo libro dal titolo “sette brevi lezioni di fisica”. Interrogativi ai quali, tra le righe, prova a dare una risposta.

Ogni individuo, a seconda della propria sensibilità, formazione e inclinazione si è posto domande simili e in parte si è già dato una risposta più o meno soddisfacente.

Il contributo di Carlo Rovelli, fisico teorico italiano, membro dell’Insitut Universitaire de France, alla divulgazione della fisica, con termini e concetti alla portata di tutti, è oggi un fatto estremamente rilevante che evidenzia come questa disciplina (grazie soprattutto alle nuove sensazionali frontiere raggiunte dalla meccanica quantistica), sia riuscita lentamente ad allargare i propri confini, richiamando da qualche tempo a questa parte, un sempre più crescente interesse anche da parte dei non addetti ai lavori.

Il testo, come evidenzia il titolo, si compone di sette brevi capitoli, ognuno dei quali, attraverso una sintetica lezione, espone gli aspetti più rilevanti della rivoluzione che ha investito la fisica nel XX secolo.

Si parla dunque della teoria della relatività generale di Albert Einstein, definita da Rovelli “la più bella di tutte le teorie”, per passare alla meccanica quantistica, successivamente alla composizione del cosmo e ancora alle particelle elementari, alla gravità quantistica e infine ai buchi neri. Il testo si conclude con una bellissima riflessione su l’uomo che l’autore espone proprio nell’ultimo capitolo.

Il Novecento ha lasciato in eredità all’uomo qualcosa di grandioso da un punto di vista scientifico: la formulazione della relatività generale e l’avvento della meccanica quantistica. La prima è stata utilissima per lo sviluppo della cosmologia e dell’astrofisica mentre la nascita della seconda è stata fondamentale per la fisica atomica, nucleare e non solo. Due teorie fondamentali ma che non possono essere entrambe giuste perché si confutano a vicenda e insegnano due immagini del mondo in completa contraddizione.

Il paradosso però è che entrambe funzionano. E funzionano benissimo. La sfida della fisica contemporanea dunque, evidenziata dal  testo di Carlo Rovelli, è quella di trovare una teoria che sia la migliore e che rappresenti la più coerente visione che si possa avere del mondo e della realtà.

Questo nuovo campo di studio prende il nome di “gravità quantistica” e ha il non facile compito di combinare la relatività generale con la meccanica quantistica.

Carlo Rovelli parla di questa sfida e dei prossimi potenziali traguardi della scienza in maniera entusiastica, scattando una fotografia aggiornatissima sullo stato della fisica.

Il libro ha il grandissimo pregio di rendere accessibili a tutti, concetti che diversamente sarebbero inaccessibili per i più. Un merito non da poco per un fisico che traduce le complicate formule di laboratorio in frasi semplici e chiare. Carlo Rovelli parla a singoli lettori assetati di conoscenza con una lingua nuova ed efficace; parla a coloro che seppur affascinati da certe tematiche della fisica sono sempre stati un po’ restii ad avvicinarsi proprio per la complessità dei contenuti trattati ma che in fin dei conti necessitano solo di un linguaggio più adatto.

La bellezza e l’utilità del testo risiede anche nel fatto che Rovelli oltre a descrivere i fondamenti della fisica moderna, sempre supportati dalle varie teorie e puntualmente comprovati dagli studi e dalle analisi in merito, lascia ripetutamente affiorare squisiti spunti filosofici che conducono agevolmente il lettore alle porte dell’ultimo bellissimo capito intitolato “Noi”.

“Noi”, come dice Carlo Rovelli, “esseri umani, siamo prima di tutto il soggetto che osserva questo mondo, gli autori di questa fotografia della realtà che ho provato a comporre. […] ma del mondo che vediamo siamo anche parte integrante […] siamo fatti degli stessi atomi e degli stessi segnali di luce che si scambiano i pini sulle montagne e le stelle nelle galassie”.

 

Se ci soffermiamo un attimo sugli espetti squisitamente filosofici di quest’ultima sezione non può sfuggire la composta critica che l’autore muove a Schelling e alla sua posizione idealistica secondo la quale l’uomo sarebbe quella parte della natura in cui la natura stessa prende coscienza di sé, con l’evidente conseguenza che l’uomo non può, seguendo quest’impostazione che collocarsi al vertice della natura stessa.

L’indubbia elevatezza poetica di Schelling non è in discussione. Allo stato attuale delle cose, definire l’uomo “migliore” di altre specie animali è piuttosto complicato così come lo è, soprattutto in questo frangente della storia, porlo al vertice del creato. Al termine “migliore” si dovrebbe preferire il concetto di “diverso” che ci consente quantomeno di spaziare agevolmente nella riflessione fisico-filosofica squisitamente portata avanti da Carlo Rovelli e rimanere in qualche modo agganciati alla non del tutto errata concezione spirituale di Schelling.

Caloroso infine è l’elogio che Rovelli fa a Baruch Spinoza soprattutto in merito all’intuizione del grande filosofo olandese che affermava: “nel momento in cui io decido qualcosa non ci sono io e i neuroni del mio cervello, si tratta della stessa cosa”. Facile dedurre che quell’”io” che decide è esattamente lo stesso “io” che si forma, ma il modo in cui questo avviene per noi oggi non è ancora comprensibile. Un giorno forse lo sarà.

Questo testo è l’apripista ideale per entrare nel mondo della fisica moderna e lasciarsi abbagliare dalle nuove entusiasmanti scoperte che stanno sbriciolando ogni certezza che l’uomo pensava di avere.

Nei prossimi anni si concretizzerà la più grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi.

Il mondo atomico è molto più complesso e imprevedibile di quanto la scienza possa immaginare e la conoscenza della nostra realtà è ancora ben lontana dall’essere compresa.  Le “sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli sono l’incipit per varcare la soglia della nuova straordinaria era della fisica del XXI secolo, destinata a sconvolgere per sempre le nostre vite.

 

Non ci resta che farci cullare dalle ultime frasi del libro che ci aprono gli occhi sulla meraviglia che quotidianamente ci sovrasta e ci racchiude, perché l’assoluta armonia dell’universo e del mondo e la loro incantevole bellezza e potenza devono sempre abitarci dentro perché sono la parte fondante di noi.

“Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato”.


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