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S i apprezzano come cosa rara coloro che sanno apprezzare con tranquilla attenzione; altrettanto raro è un vero lettore, ma il più raro di tutto uno che lasci operare su di sé i propri simili, senza guastare, anzi distruggere continuamente l’effetto con la sua intima inquietudine, la vanità, l’egoismo - Hugo Von Hofmannsthal -

Il libro degli amici di Hugo Von Hofmannsthal (1874 -1929) è una raccolta di aneddoti, pensieri, riflessioni, aforismi e massime, alcune scritte direttamente da Hugo Von Hofmannsthal, altre, scelte dallo stesso autore, sotto forma di citazioni. Questi aforismi, accuratamente selezionati, riportano la firma degli autori, filosofi, poeti, scrittori, artisti, musicisti, antichi e contemporanei, più o meno celebri, a cui si riferisce la citazione. Il testo venne pubblicato per la prima volta nel 1922 dallo stesso Hofmannsthal. Fu un’edizione per bibliofili di soli ottocento esemplari, palesemente dedicata ad una cerchia di amici ristretta, amanti della letteratura. Tra gli scrittori citati segnaliamo Goethe, Leibniz, Novalis, Blake, Balzac, Voltaire, Pascal, Kierkegaard, Schopenhauer, Grillparzer, Baudelaire, Eraclito e Lessing.

È doveroso riportare almeno un dato biografico per quanto attiene la vita dello scrittore. L’epilogo di Hugo Von Hofmannsthal è forse quanto di più tragico si possa immaginare. Mentre si accinge a seppellire il figlio tragicamente morto, viene colto da un’emorragia celebrale che lo stronca in quello stesso giorno, a 55 anni, il 15 luglio del 1929. Alla tragedia in sé si aggiunge il fatto che lo scrittore lascia incompiuto quello che sarebbe dovuto essere il suo capolavoro, un progetto editoriale che lo occupa per oltre vent’anni, dal 1907 fino alla morte appunto.

L’Andreas (questo è il titolo dell’opera) è un lavoro di un centinaio di pagine, rigorosamente selezionate ed elaborate, ma tra le sue carte figurano anche altre numerose trascrizioni sottoforma di appunti e frammenti sparsi. La vicenda editoriale dell’Andreas è alquanto complessa. Andrea o I ricongiunti, (questo è il titolo dell’edizione Adelphi) seppur incompiuto, è un grande romanzo del Novecento e come i grandi capolavori di Musil, nasce da quel clima di rovina e decadenza dell’Impero asburgico. Esce postumo nel 1932, dieci anni dopo Il libro degli amici.

 

L’influenza di Goethe nella realizzazione dell’opera

Il libro si presenta come un “giardino di pensieri” legati tra loro da intrinseche affinità, e idealmente offerti in dono da Hofmannsthal ad altri lettori. Ad ispirare Hofmannsthal nella realizzazione di quest’opera, molto probabilmente è stato lo stesso Goethe, più volte citato ne Il libro degli amici. L’opera di Goethe che doveva chiamarsi Il libro degli amici mutò invece titolo in “Divano occidentale – orientale” e consiste in una raccolta di dodici libri, molto elaborati, in cui prevaleva lo spunto amoroso e il riflettersi della poesia su se stessa.

Di quell’idea di Goethe, Il libro degli amici di Hofmannsthal, ne contiene e ne ripropone intimamente l’essenza e lo spirito, munito com’è di un’elevata raffinatezza estetica. Ma ne Il libro degli amici, si può dire che il riferimento a Goethe non è solo rinvenibile a livello formale, in quanto cioè riproduzione di un costrutto e di un modello goethiano, ma è anche concreta, nel senso che la presenza di Goethe qui è diffusissima, sia per le numerose citazioni dello stesso Goethe che vi sono riportate, sia per le riflessioni aventi ad oggetto, direttamente o indirettamente proprio Goethe.

Un aspetto decisamente rilevante è il valore assoluto, che Hofmannsthal attribuisce a Goethe, in riferimento non solo alla letteratura tedesca ma, in senso più ampio, in relazione al pensiero e alla cultura tedesca in generale. Di questo è chiara dimostrazione il fatto che Hofmannsthal non abbia mai risparmiato di elogiare Goethe nell’intero libro. A lui rivolge a più riprese apprezzamenti dai toni decisamente esaltanti, che diventano una vera e propria celebrazione.

“Goethe non è la fonte di questo o di quello nella nostra letteratura moderna, ma è un massiccio alpestre, le cui sorgenti alimentano tutto quello che in essa si trova”; “su Goethe uno si può formare, se non si confonde; sulla letteratura tedesca non ci si può formare, solo confondere”; “le opere di Goethe congiungono la socievolezza con la solitudine”; “dalle massime in prosa di Goethe procede oggi forse maggior virtù d’insegnamento che da tutte le università tedesche insieme”; “noi non abbiamo una letteratura moderna. Abbiamo Goethe e appendici”; “come fondamento della cultura, Goethe può sostituire un’intera civiltà”

 

Hugo Von Hofmannsthal, il grande conoscitore dell’animo umano e il dono agli amici

Vi è un silenzio d’autunno fin dentro ai colori

Intellettuale colto e vivace Hugo Von Hofmannsthal con Il libro degli amici è riuscito a  racchiudere in poche parole un pensiero complesso ed elaborato. Appare evidente come Hofmannsthal voglia contrapporsi con la semplicità e la brevità del concetto, alla complessità e ai lunghi contorcimenti linguistici di tutti coloro che si servono di parole e frasi interminabili. È emblematica a tal riguardo una fulminante citazione di Grillparzer : “l’uomo comprende tutto, salvo ciò che è perfettamente semplice”.

La varietà dei pensieri racchiusi in questa breve opera sono un altro tratto distintivo. I suoi pensieri riguardano gli argomenti più vari, con particolare attenzione a tematiche quali l’arte, la musica, la letteratura e la spiritualità. Il perno della riflessione resta comunque l’animo umano e Hugo Von Hofmannsthal, quale grande conoscitore dell’animo umano, ce lo racconta di fronte a queste tematiche. Il libro degli amici è un omaggio alla cultura tedesca di cui Goethe è il più illustre esponente. Vi è però sottesa una critica velata e intellettualmente di gran valore, che irrompe ad un tratto nel testo:

Gli intellettuali tedeschi nascono faticosamente alla vera vita; e devono poi sostenere una seconda nascita di cui molti muoiono

Quest’affermazione dello stesso Hugo Von Hofmannsthal la si potrebbe estendere anche ai poeti, agli scrittori, agli artisti in genere. Sono le seconde nascite le più dure, le più difficili. Proprio su questo “rinascere” si gioca la differenza tra il genio poetico, artistico, letterario e tutti gli altri.

La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie


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